Il Palio di Feltre

Palio di Feltre - Acconciature
Il Palio dei 15 ducati
 

Il tanto bramato e conteso premio dai Quattro Quartieri del Palio di Feltre è il “Palio” quel drappo che dà il nome alla manifestazione storica agostana.
PALIO dal latino (palium) è un drappo, ovvero una parte di tessuto pregiato e ornato, che già in epoca romana, veniva dato come premio al vincitore di una gara.
Il Palio di Feltre fu cucito nel 1979 dalla sarta Zaetta Luigia, assumendo questa forma sobria a fascia lunga verticale, voluta per una comoda ed armoniosa apposizione sia del disco lavorato in ottone, sia dei quindici ducati d’oro.


La sua forma è rettangolare in verticale, misura in altezza mt.2,40 e cm.92 di larghezza, sul bordo superiore scorre un tondino in legno dalle cui estremità dipartono due cordoni che si agganciano alla lunga asta portante.
Fu ideato e disegnato dall’artista feltrina Marula Tarricone, la stessa che ha operato precise ed attente ricerche storiche disegnando poi i primi costumi dei figuranti, le insegne di quartiere e bandiere.
La scelta della stoffa del Palio si orientò al “broccato a disegno chiuso”, classico nel colore e fattura dell’epoca quattrocentesca, una stoffa solida nella trama e molto consistente.
Sul Palio nella parte superiore, centralmente, è apposto un pregevole tondo in lamina di rame su supporto ligneo di cm.45,5 di diametro; lo sbalzo operato a mano, è opera dell’artista feltrina Fulvia Celli, pittrice e ceramista di fama internazionale.
Riproduce lo stemma della Città di Feltre, ripreso dal testo antico della “Istoria della Città di Feltre” di Girolamo Bertondelli (1653).
L’emblema civico riporta su cartiglio il motto della Città di Feltre in latino:
“QUAE SIMILIS HUIC  OPPUGNATA FORTIOR  DEPOPULATA PLENIOR  ET LAURIS CORONATA”
“Que similis huic – Quale Città può essere simile a Feltre – Oppugnata fortior depopulata plenior – Espugnata è diventata più forte, distrutta risorse ancora più popolosa – Et lauris coronata – Coronata d’alloro, quale vittoriosa ed eccelsa”.
A scaglione, sono disposti i “quindici ducati d’oro in palio” come vuole l’evento storico.
Per il conio dei ducati, si incaricò all’epoca il geom. Romano Nascimbene di Feltre, noto esperto e consulente di numismatica, il quale elaborò il conio (solo per il recto) che rispecchia nel tondo centrale l’originale classica raffigurazione quattrocentesca del ducato veneziano: “San Marco che da l’investitura ducale al Doge”.
La riproduzione del ducato misura mm.32 di diametro e mm.2 di spessore.
I primi Palii dal 1980 al 1985 si svolgevano senza la gara dei cavalli, perché no vi era ancora una un sito adatto per la gara equestre: nel 1985 vene attrezzata l’area verde in Prà del Moro e dall’anno successivo 1986 si corre la gara con i cavalli.

Dal 1986 si decise di affiancare al “Palio storico” il “Drappo dipinto” che resta al Quartiere vincente, opera affidata ad artisti contemporanei italiani e stranieri di chiara fama.
Dal 1998 al vessillo del Quartiere vincente, spetta l’onore di sventolare per tutto l’anno nella cittadella sul pennone della piazza Maggiore del centro storico.

Guarda tutti i Drappi  dal 1986 ad oggi...

 

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